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DreamingWorld [In un mondo tra sogni e realtà, tra arte e passioni... non sognare da solo <3]

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Il destino dei mondi, Basata su KH - Sequel di "Il Vero piano di Xehanort"
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Those who are afraid to fall, will never fly

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... Death Note?

A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato. °°
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ed ecco qui il nuovo capitolo

Capitolo 40: L
Riku prese Kairi, pronto a seguire Light. Ma non riusciva a levarsi dalla mente quella sensazione che aveva avuto.
“Scusa Riku, ma non ho ben capito il tuo cognome” disse Light
“Il mio cognome?” chiese Riku
“Si. Non ti puoi chiamare solo Riku, no?”
“Ecco… a dir la verità… non ne ho la più pallida idea…” rispose Riku, chiedendosi il perché di una tale domanda.
“Ti capisco se non vuoi dirmelo. Dopotutto, di questi tempi, il nome è una cosa preziosa”
Riku si fermo.
“Scusami, ma non riesco a seguirti”
“Non vorrai dirmi che non sai niente di Kira, vero?”
“Kira? È un cane?”
Light sembrò cadere.
“Vuoi dirmi che veramente non sai chi è Kira? Ma dove accidenti sei stato negli ultimi anni?”
“Ecco… noi siamo stati in viaggio per molto tempo e… non siamo riusciti a rimanere aggiornati”
“Mi sembra strano… è nessun messaggio vi è arrivato sui cellulari?”
“Cellulari?”
“Meglio che sto zitto, non vorrei fare cose che non dovrei fare”
E Light si mise a fissare un punto dietro Riku, che si girò ma non vide nessuno.
Dopo qualche minuto arrivarono davanti ad un enorme palazzo, ricoperto di vetrate. A Riku ricordo il palazzo dove aveva combattuto contro Roxas qualche anno prima.
“Eccoci, siamo arrivati. Ah, ti consiglio di tenere la tua amica piuttosto bene, prima che qualcuno la confonda per…”
“LIGHT!”
Riku vide arrivare una ragazza che salto letteralmente addosso a Light, e lo spinse più lontano possibile da Riku e Kairi.
“Allora è questo che fai quando esci eh? Vai in cerca di altre ragazze per sostituirmi?” chiese la ragazza.
“Appunto!” disse Light a Riku. “No Misa, questa ragazza mi ha solo salvato la vita insieme al suo amico, ma è svenuta e allora li ho offerto un posto qui, visto che non avevano dove andare”
Misa sembrò sollevata da tale risposta.
“Non dovresti portare qui gente qualunque. Non sappiamo chi potrebbe essere Kira, anche se io rimango della mia idea” disse un'altra voce, che proveniva da degli altoparlanti, e che sembrava modificata con il computer.
“Suvvia L, mi hanno appena salvato la vita, cosa potevo fare?” disse Light
“Ti hanno salvato la vita? E da chi?”
“Ti spiegheremo tutto una volta che saremo davanti a te, visto che anch’io sono curioso di sapere da cosa sono stato attaccato…”
A quel punto un ascensore si aprì davanti a loro.
“Ok, allora vi aspettiamo” disse L.
Una volta saliti con l’ascensore, Riku si ritrovò in un enorme sala, alla fine della quale si trovano diversi schermi, e davanti a loro c’era una persona che era seduta in modo strano. Nonostante fosse su una sedia, era sopra con i piedi e piegato, con un dito sulla bocca e delle occhiaie tremende.
“Così siete voi ad aver combinato quel trambusto poco fa, eh?” disse L, facendo apparire su uno schermo una trasmissione dove facevano vedere la piazza dove Riku e Kairi avevano combattuto contro gli Heartless, ormai tutta bruciata.
“Risponderemo volentieri alle vostre domande, ma prima se non vi dispiace, vorrei far riposare Kairi” disse Riku.
“Umh…” disse L, guardando sia Riku che Kairi, che era ancora addosso a Riku svenuta. “Va bene. Watari? Puoi accompagnarli in una camera libera?”
Un’altra persona, che era seduta davanti ad un tavolo, si alzò e fece segno a Riku e a Kairi di seguirlo. Era una persona anziana, ma nonostante questo sembrava in ottima forma.
Watari li porto qualche piano più sopra, fino ad una stanza che aveva due letti separati.
“Potete riposarvi qui stanotte. Chiamate se avete bisogno di qualcosa” e Watari torno giù.
Riku depose Kairi su un letto, mentre lui si sdraiò sull’altro, aspettando che si risvegliasse.
Notò un giornale li vicino, e incuriosito, decise di darli un occhiata.
Quello che lesse lo lascio stupefatto. Non parlavo altro di questo fantomatico Kira, che sembrava la causa di una marea di morti, ma tutte di criminali e tutti per arresto cardiaco.
“C-Che succede?” chiese Kairi, che si era appena ripresa.
“Succede che la prossima volta devi evitare un attacco come quello, se non ci vuoi rimanere secca” disse Riku, arrabbiato ma contento allo stesso tempo.
“Lo so, ma era l’unico modo per salvare quel ragazzo in fretta”
“Ah proposito di quel ragazzo… ci ha offerto questo posto per riposarci. Ma qualcosa non mi convince in lui. Ho avuto una strana sensazione quando l’ho visto. Una sensazione che non ho mai avuto con nessuno, nonostante tutti i mondi che abbiamo visitato, nemmeno con lui…”
“Vedrai che è stata solo una sensazione” rispose Kairi
“Speriamo…” disse Riku, mettendosi a riposare, gettando il giornale a Kairi. “Leggi qui”
Kairi si mise a leggere.
“Allora forse abbiamo trovato subito il mondo giusto, no Riku?”
“Non credo. Non è nel suo stile far morire le persone per attacco cardiaco. Lui le preferisce vedere soffrire, e non farle morire subito. Comunque adesso dormiamo, ci penseremo domani con calma”

Intanto, qualche piano più in basso, L stava guardando su un monitor i due ragazzi appena arrivati, e aveva ascoltato tutta la loro conversazione.
“Interessante… forse loro potrebbero essermi d’aiuto per confermare i miei dubbi… devo riuscire a sentirli da solo…”

Il giorno seguente, quando Riku si svegliò, si accorse di non essere più nella stessa stanza dove si era addormentato, ma in un'altra, tutta bianca e che sembrava senza porte e finestre.
“Ma dove sono finito?” si chiese da solo.
“Sei in una cella!” disse la voce di L
“Cosa? Che storia è questa?”
“Scusami, ma era l’unico modo per poterti ascoltare. Lo stesso farò anche con la tua amica dopo di te”
“Che cosa vuoi?”
“Risposte! Solo risposte. Ieri mi è capitato di ascoltare la vostra conversazione, e mi sono incuriosito. Così hai avuto una strana sensazione verso Yagami Light, giusto? Potresti descrivermela?”
“Perché dovrei farlo? Chi mi dice che io mi possa fidare di te?”
“Ottima risposta, ma purtroppo per te, me l’aspettavo. Guarda il televisore davanti a te”
Riku notò solo in quel momento quel televisore, che si accese solo in quel momento, mostrando il video di Kairi legata ad una specie di letto alzato, tutta legata.
“KAIRI!”
“RIKU! Riku, dove sei?”
“Va bene L, hai vinto. Risponderò alle tue domande, ma prima voglio che tu lasci libera Kairi.”
“D’accordo. Watari, libera la ragazza”.
Sul televisore, Riku vide Watari che andava a libera Kairi.
“Va bene, allora adesso possiamo cominciare” disse L.

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e finamente ecco qui il nuovo capitolo:

Capitolo 41: Pedinamento
Kairi era fuori dalla porta dove Watari li aveva detto che si trovavano Riku e L.
Ormai erano ore che stava aspettando, ma non erano ancora usciti, e Kairi cominciava ad innervosirsi. Prima l’avevano legata come un salame e portata in un’altra stanza, e adesso stava aspettando.
Poco dopo, la porta finalmente si aprì. Riku e L uscirono fuori.
“Allora Riku, tutto bene?”
“Si, Ryuzaki mi ha giusto fatto qualche domanda”
“Ryuzaki?” chiese Kairi.
“Si. Dovete chiamarmi così d’ora in poi. Qui i nomi sono molto importanti. Comunque voi due siete a posto, non corrette rischi, o almeno, non come noi. Comunque Riku ti spiegherà tutto” disse L.
Kairi notò che Riku teneva un sacchettino.
“Ok. Allora ti faremo sapere, ok?” disse Riku, rivolto a Ryuzaki.
“Forza Kairi, andiamo!”
Kairi non poté fare a meno di notare che Riku sembrava incredibilmente serio.
Una volta arrivati in camera, Riku rivelò il contenuto del sacchetto. C’erano due strani affari, con dei tasti ed un piccolo schermo.
“Cosa sono?” chiese Kairi
“Ryuzaki a detto che sono dei telefonini, cioè degli apparecchi in grado di farci parlare tra di noi anche se non siamo vicini” rispose Riku.
“Ah, allora potrebbero tornarci piuttosto utili. Comunque, cos’è successo?”
“È successo che i miei dubbi non erano infondati. Intorno a quel ragazzo, Light, c’è qualcosa di strano. In più ho scoperto chi è quel Kira di qui leggevamo prima, o meglio, che cosa fa”
“E cioè?”
“A quanto pare è in grado di far morire di attacco cardiaco chiunque semplicemente conoscendo il nome e il volto di una persona, e poi Ryuzaki ha aggiunto che c’è anche un secondo Kira in grado di uccidere solo con il volto”
Kairi rimase sorpresa. “Ma com’è possibile? Nemmeno noi, con la nostra magia, siamo in grado di fare una cosa del genere”
“Già. Infatti e per questo che Ryuzaki ci ha chiesto di aiutarlo. Vuole che seguiamo Light e Misa.”
“Perché?”
“Perché pensa che siano proprio loro due i due Kira”
“COSA? E se fosse così noi dovremmo correre questo rischio per uno che conosciamo a malapena?”
“Ryuzaki dice che noi siamo li unici che possiamo farlo, visto che non possediamo un cognome. E senza quello, i due Kira non possono farci niente. Comunque cosa li rispondo?”
“Umh… se siamo sicuri che non possono farci niente, va bene”
“Ok. Sapevo di poter contare su di te” a quel punto Riku prese uno dei due cellulari e compose un numero.
“La maggior parte del tempo che ho passato dentro quella stanza e stato per imparare ad usare questi affari” disse Riku sorridendo. “Pronto Ryuzaki? Accettiamo! …ok… faremo così allora”
“Cosa dobbiamo fare?”
“Dobbiamo solo seguirli senza farsi notare. Ryuzaki ha però espresso il desiderio che tu segua Misa e io Light”
“Come mai?”
“Non lo so. Comunque facciamo come dice per il momento”
Riku spiegò velocemente a Kairi come usare il telefonino, dopodiché si divisero.
Kairi cominciò a seguire Misa, solo che si rivelò più difficile del previsto. Continuava a perderla, perché veniva sempre sommersa da una folla di persone che non li chiedevano altro di firmare dei fogli di carta. Comunque alla fine la vide tornare nel palazzo senza far niente di sospetto.
Riku invece segui Light, facendo molta attenzione a non farsi notare. Ad un tratto però Light si fermò e fece per girarsi. Riku notò che stava muovendo la bocca, come se stesse parlando, e provo a leggerli le labbra: “Lo so, Ry…. Non preocc….. te ne liber…. pri… possib…”
Riku maledisse il fatto di non riuscire a sentire da quella distanza. Ad un tratto ebbe di nuovo quella sensazione. Li sembrò di sentire un energia oscura come non poche. Poi Riku tremò. Dietro Light vide una strana figura, una figura mostruosa, che stava volando, e che stava seguendo Light dovunque lui andasse. Dopodiché sparì.

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Capitolo 42: Death Note e Shinigami
Ci vollero diversi secondi prima che Riku riprendesse il controllo di se stesso.
Ora cominciava a capire il perché di quella sensazione.
Decise di tornare da Ryuzaki, per riferirli quanto aveva visto, anche se sicuramente non li avrebbe creduto.
Tornato nel palazzo, trovo Kairi, e insieme andarono da Ryuzaki.
“Allora, avete scoperto qualcosa?” chiese lui.
“Io niente, tranne che Misa viene sommersa giornalmente da valanghe di persone” disse Kairi.
“Tu invece, Riku?”
Riku aveva passato tutto il tempo a cercare un modo per raccontare quello che aveva visto, e provò a raccontarlo a Ryuzaki e a Kairi.
“Capisco… quindi hai visto uno Shinigami, giusto?”
“Un che cosa?” chiesero insieme Riku e Kairi.
“Noi chiamiamo così gli Dei della morte”
“Dei della morte?”
“esatto”
“Comunque immagino tu non mi creda. Effettivamente, stendo io stesso a crederlo”
“È vero, dovrei far fatica a crederci, ma da qualche giorno ormai non mi sorprendo quasi più di niente. Comunque è strano che tu sia riuscito a vederlo…”
Ryuzaki andò verso un armadietto che aveva un lucchetto e lo aprì. Riku e Kairi lo sentirono strappare dei pezzi di carta, prima di ritornare da loro.
“Perché è strano che io sia riuscito a vederlo?”
“Fra poco vi sarà tutto più chiaro. Per favore, ora toccate questi pezzi di carta. Voglio verificare una cosa…” e li porse due pezzettini di carta bianca, senza alcuna scritta.
“Cosa vuoi fare?” chiese Kairi
“Voi toccateli e basta”
Riku e Kairi presero insieme i due pezzi.
Kairi cacciò un urlò, mentre Riku rimase solo fermo.
Dietro Ryuzaki era apparso un essere mostruoso.
“Aveva quest’aspetto?” chiese Ryuzaki.
“No, era diverso. Era nero e aveva due enormi paio di ali e una bocca grande con tutti i denti appuntiti, almeno credo, non sono riuscito a vederlo a lungo” rispose Riku. “Ma ora siamo noi a doverti fare delle domande: chi accidenti è lui?”
“È uno Shinigami”
“COSA?”
“Si, avete capito bene. Ogni Shinigami è legato a un quaderno” questa volta Ryuzaki torno di nuovo all’armadietto ma questa volta porto un quaderno.
“In questo caso, a questo quaderno”
Riku prese il quaderno e vide il titolo: “Death Note”
“Quaderno della morte…” disse piano Riku. “Questo significa che…”
“Esattamente. Questa è l’arma usata da Kira. Infatti sopra ci sono tutti i nomi delle sue vittime, e lo Shinigami è una prova ulteriore. Questo quaderno ha il potere di uccidere qualunque persona il qui nome viene scritto qui sopra”
“Ma allora questo vuol dire che tu sapevi già tutto! Allora perché non hai fermato Light?”
“Perché purtroppo non l’abbiamo trovato da lui il quaderno, e le regole scritte qui sopra dicono che uno che non usa il death note per tredici giorni alla fine muore, e Light è stato più tempo senza usarlo sotto sorveglianza. Anche se quello che mi hai detto prima mi lascia pensare che a questo punto ci siano più death note in giro, e uno sia proprio in mano a Light. C’è solo un modo per verificarlo…”
Ryuzaki si alzo e prese un foglio di carta e scrisse sopra qualcosa.
“Se dovesse capitarmi qualcosa, mandate un messaggio a questo numero con il testo che vi ho scritto”
Riku lesse il foglio. “Credi ci sia questa possibilità?”
“Probabilmente questo è il nostro ultimo incontro” disse Ryuzaki, andandosene.
Riku e Kairi rimasero li, fermi.
“Siete veramente degli esseri umani?” chiese lo shinigami.
“Certo che lo siamo!” disse Kairi, quasi offesa.
“Mi sembra strano che un essere umano comune possa vedere uno shinigami senza aver toccato un death note. Ma la cosa ancora più strana sono i vostri nomi”
“I nostri nomi?” chiese Riku
“Già. Non riesco a vederli” e lo shinigami se ne andò.
“In che senso non riesce a vedere i nostri nomi?” chiese Kairi
“Non lo so”
All’improvviso sentirono un tuono.
“Meglio raggiungere li altri. Non mi è piaciuto come ha parlato Ryuzaki” disse Riku, avviandosi nella sala dove si trovavano tutti li altri.

“Watari, è andata bene?” chiese Ryuzaki
“No”
“Come previsto, ma per favore cerca di convincerli a darci il permesso di usare il diario”
“Va bene”
“Ryuzaki, che sta succedendo?” chiese Light
“Intendo verificare io stesso il potere del diario. Lo farò usare a un criminale condannato a morte, in cambio, se non morirà entro tredici giorni, guadagnerà la libertà”
Riku e Kairi guardarono la scena. Riku notò che lo shinigami sembrava piuttosto nervoso.
Ad un tratto ci fu un tuono fortissimo, e la luce andò via. Riku perse di vista anche lo shinigami.
Poi tutti si voltarono sugli schermi, sui quali era apparsa una scritta che diceva che i dati erano stati cancellati.
“Cosa succede?” chiese Kairi
“Ho chiesto a Watari di cancellare tutti i file nel caso li fosse successo qualcosa. Come temevo, lo shini…”
Ryuzaki non riuscì a finire la frase. Il cucchiaino che teneva in mano li cade, e lui stesso cominciò a cadere.
Riku e Kairi videro Light che si lanciava verso di lui per prenderlo al volo, e in quel momento Riku ebbe nuovamente quella strana sensazione, e decidete di andare a cercare lo shinigami.
Corse per i corridoi, seguito da Kairi, fino a trovare lo shinigami, che era in una stanza.
“Perché lo hai…” fece per cominciare Kairi, ma si fermò quando vide lo shinigami.
“Cosa ti sta succedendo?” chiese Riku. Lo shinigami stava diventando polvere.
“Questa è la punizione per uno shinigami che salva la vita ad un essere umano” disse una voce dietro di lui.
Riku e Kairi si girarono, e videro Light.
“Come hai potuto? Tutte quelle persone, Ryuzaki, Watari…” disse Kairi, evocando il Keyblade.
“Va via Kairi. Ci penso io qui. Non è lui il nostro avversario in questo mondo. Ora Light, gentilmente, potresti chiamare il tuo shinigami?”
“Non c’è bisogno di chiamarmi, sono già qua!”
Dietro Light apparve nuovamente quell’essere che aveva visto prima.
“Però devi spiegarmi come fai a vedermi. Nessuno, senza aver toccato il mio death note, può farlo”
“Forse è il fatto che sono stato a contatto con l’oscurità, forse questo mi permette di vederti. Comunque Light, sappi che hai perso. L prima di morire, mi ha fatto una richiesta, che io ho eseguito” e tirò fuori un cellulare. “Mi ha detto di mandare un messaggio ad un numero che mi ha scritto dicendo che era morto. Purtroppo per te, ho già spedito il messaggio.”
“Non importa. Eliminerò chiunque si metta davanti alla mia strada. A cominciare da voi due. Ryuk, se vuoi continuare a divertirti, mi devi dire i veri nomi di questi due”
Ryuk fece una sonora risata.
“Come ti ho detto in passato, non ti avrei aiutato. Ma in questo caso avrei potuto fare un eccezione, ma c’è un problema”
“Un problema?” chiese Light, cominciando ad abbandonare la sua sicurezza.
“Già. Non riesco a vedere i loro nomi. E la cosa non mi piace affatto.”
“Come immaginavo” disse Riku. “A quanto pare nemmeno li Dei di altri mondi possono violare il fatto di interferire con altri mondi”
“Ora capisco” disse Ryuk. “Voi non siete di questo mondo quindi, eh? Interessante, ma se le cose stanno così, non posso lasciarvi andare!”
“Ryuk, cosa vuoi fare?” chiese Light, sorpreso da tale comportamento.
“Questi due sono molto più pericolosi di quanto immagini. Me ne dovrò occupare manualmente.” E Ryuk fece apparire un ascia, con la quale parti subito all’attacco, verso Riku, che non fece in tempo ad evocare il Keyblade. Nonostante questo, l’ascia andò a colpire qualcosa di duro, emettendo un rumore metallico.
Davanti a Riku e a Kairi c’era un’altra persona, che indossava un impermeabile marrone col cappuccio, e che impugnava un Keyblade. Un Keyblade che Riku e Kairi conoscevano bene.

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ed ecco qui il nuovo capitolo. vi avverto già ora che nn è venuto un capolavoro. scusatemi, ma al momento è questo quello che riesco a scrivere. spero di trovare al più presto una nuova ispirazione

Capitolo 43: L’errore di Sora
“Non è possibile” disse Riku
“Non ci credo…” disse Kairi.
La persona ritirò il Keyblade.
“La prossima volta che fate un funerale, assicuratevi bene che il morto non abbia lasciato niente indietro” disse il misterioso individuo, abbassandosi il cappuccio
“SORA!” dissero i due
“Spiacente. Non sono Sora. Ma ci siete andati abbastanza vicini. Ora scusatemi, ma devo risolvere una faccenda” e con un colpo di Keyblade, sbalzò lontano Ryuk, poi prese Riku e Kairi e sparì insieme a loro.
Light, che aveva assistito a tutta la scena, decise di continuare con il suo piano. Andò dove fino a pochi minuti prima si trovava l’altro Shinigami e prese da terra un quaderno, che nascose sotto la maglietta.

Riku e Kairi si ritrovarono sulla Gummyship. E con loro c’era anche quella misteriosa persona che assomigliava a Sora.
“Grazie” li disse Riku.
“Di niente”
“Però potresti spiegarci una cosa?” chiese Kairi
“Fammi indovinare… perché assomiglio a Sora, vero?”
“Beh, si. Sei il suo nessuno?”
“No, no. Non sono il suo nessuno” rispose lui, tranquillamente
“Allora chi sei?” chiese Riku
“Come vi ho detto prima, avreste dovuto controllare prima di lasciare andare alla deriva il corpo di Sora. Ma forse non avete notato l’errore di Sora”
“Quale errore, scusa?”
“Sora ha provato a reprimere dei sentimenti che aveva, mentre era sotto il controllo di Xehanort. Questo, quando lui si è parato davanti a voi, si è scatenato in una strana forma. Io sono il risultato”
“Scusa, ma non riesco a capire” disse Kairi.
“Semplice. Il cuore di Sora se ne è andato, purtroppo non vi so dire dove sia finito, anche se so per certo non a Kingdom Hearts, ma durante il tragitto a disseminato alcune parti di Sora”
Riku e Kairi lo guardarono, con la faccia tipica di chi non riesce a capire
“In poche parole è come se si fosse spezzato in più parti” concluse brevemente. “Dalle energie che ho sentito, oltre a me ci dovrebbero essere altre quattro parti, più il cuore di Sora. E qui entrate in campo voi!”
“NOI?” chiesero insieme Sora e Riku.
“Esatto! Noi purtroppo siamo divisi e non possiamo riunirci. In quel caso riformeremo Sora, ma il problema è che per farlo ci serve il suo cuore. E qui cade il problema: noi non possiamo toccare i cuori.”
“Quindi, se ho capito bene, vuoi il nostro aiuto per trovare le altre quattro parti di Sora e il suo cuore in modo da potervi riunire a far tornare Sora, giusto?” disse Riku.
“Proprio così. Ora, so che Sora vi ha causato molti problemi e guai, perciò non mi sorprenderei di un vostro rifiuto ad aiutarmi. In fondo, sono pur sempre Sora, anche se non intero, quindi è normale che voi non vi fidiate più di me”
Riku e Kairi non sapevano che cosa dire. Era vero il fatto che era difficile credere a questa storia, ma il fatto che ci fosse una speranza di salvare il loro amico…
“Ci assicuri che in questo modo Sora potrà tornare?”
“Certo. Vorrei poter dire <<ve lo giuro sul mio cuore>> ma come sapete, non posso dire tale frase”
“Bene, in questo caso non ci resta che trovare li altri Sora” disse Riku. “Perciò ora direi di proseguire il nostro viaggio per i mondi, no?”
E così il trio ripartì verso nuovi mondi.

Edited by darkroxas92 - 25/2/2009, 22:33

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ed eccomi qui, dopo quasi un mese. scusatemi, ma ho cominciato a scrivere un altra fiction e avevo perso idee per questa, ma ora ne ho trovata una nuova. ecco qui il nuovo capitolo:

Capitolo 44: Enterra
La Gummyship continuava a viaggiare a tutta velocità.
“Dove dobbiamo andare?” chiese Kairi, rivolta a Riku e alla copia di Sora
“Nel primo mondo che vediamo avvolto dall’oscurità” rispose Riku.
“Capisco… e finora non ne abbiamo visto nessuno, e quello che abbiamo lasciato prima non è cambiato…” disse Kairi.
“Non ti preoccupare. Quello che avete fatto avrà le sue conseguenze. Speriamo che siano positive” disse la copia di Sora.
“Guardate!” disse Riku.
Kari guardò fuori dall’oblo. Vide un mondo, che assomigliava alla Terra, ma che era avvolto da un alone di oscurità. Ma c’era anche qualcos’altro…
“Ma che cosa succede?” chiese
In quel momento, i tre ragazzi videro che nel malto d’oscurità apparvero due stelle cadenti, che calcolarono il malto. Una di queste partì verso lo spazio, proprio in direzione della Gummyship, mancandola di poco. Kairi credete di vedere qualcuno li dentro.
L’altra invece precipitò su quel mondo, e a un certo punto si divise in due.
“Cos’è successo?” chiese Riku
“Non lo so… ma direi che è il caso di andare a dare un occhiata, no?” disse la copia di Sora.
“Va bene. Reggetevi forte!” disse Riku. E la Gummyship si diresse verso quel mondo.

Intanto, su quel mondo, delle persone di trovavano davanti ad una croce: una ragazzina, un ragazzo più grande e un grosso gatto giallo che stava in piedi e che teneva tre gattini in braccio.
“Forza, andiamo a cercare Mushra!” disse il ragazzo.
A quel punto i tre gattini saltarono giù dal gatto più grosso e cominciarono a correre, seguiti dagli altri. Solo la ragazzina rimase un attimo indietro, a guardare la tomba.
“Torneremo presto… Yakumo” disse
“Forza Pinka, sbrigati!” disse uno dei tre gattini.
“Arrivo” disse lei, e si girò.
Guardò il cielo senza pensarci, e quello che vide li feci dire solo una cosa
“SPOSTATEVI DA LÌ!” urlò rivolta agli altri.
Sopra di loro c’era un oggetto che stava precipitando, e sembrava puntare proprio a loro.

“Riku, che sta succedendo?” chiese Kairi, che stava cercando di rimanere in piedi, con scarsi risultati, continuando a cadere.
“Non lo so, ho perso il controllo! Non riesco a fermarla”
“Ci andremmo a schiantare!” disse preoccupata Kairi.
Solo allora si accorse che la copia di Sora mancava
“Ma dov’è finito…” si chiese
A risposta, la Gummyship cominciò a rallentare.
Kairi guardò fuori. La copia di Sora, usando glide, era riuscita a uscire e usando protega, stava rallentando la Gummyship.
In pochi minuti, Riku riuscì a riprendere il controllo della Gummyship, e la portò lontano dal luogo dove si stava per schiantare.
“Meno male che era un cimitero… se fosse stata una città sarebbe stato difficile non farsi notare” disse la copia di Sora, rientrando nella Gummyship.
“Già. Ma temo che non siamo passati completamente inosservati. Il radar indica delle forme di vita che stanno seguendo la Gummyship” disse Riku
“Strano. Beh, non possiamo di certo pretendere di arrivare come se niente fosse, no?” disse Kairi.
La Gummyship atterrò all’interno di un bosco.
I tre ragazzi scesero, tranquilli.
Videro un gruppo di persone arrivare. Dedussero che erano quelli che li aveva visti arrivare.
I primi due erano due esseri umani, una ragazzina e un ragazzo che però era più grande. Dietro di loro invece c’era un grosso gatto giallo che camminava tranquillamente e che portava in braccio tre gattini.
“Eccoci finiti in un altro mondo strano” disse Kairi a Riku
“Ormai non ti dovresti nemmeno più sorprendere…”
“Non è possibile…” disse il ragazzo. “Degli esseri umani?!”
A tale frase, i tre ragazzi si sentirono un po’ confusi
“Emh… che c’è di strano?” chiese Kairi. “Dopotutto non siete esseri umani anche voi due?”
“Ma da dove venite?” chiese il gatto. “Qui l’unico essere umano rimasto di cui sapevano l’esistenza è Pinka!” disse indicando la ragazzina.
“E lui cosa sarebbe allora, scusa?” chiese Riku, indicando il ragazzo.
“Come sarebbe a dire cosa sono? Sono un Enterriano, come tutti gli abitanti di Enterra! E comunque ho un nome, ed è Sago!”
Kari non sapeva che cosa pensare. A lei sembrava un normalissimo essere umano
“Se lo dite voi…” disse la copia di Sora. “Comunque dobbiamo chiedervi un favore. Non dovete dire a nessuno che ci avete visto, chiaro?”
“E perche dovremmo?” chiese Pinka.
“Perché non potete, fine. È una regola che nessuno può violare, se non per un motivo più che valido. Altrimenti, saremmo costretti a eliminarvi” disse, evocando il Keyblade.
“Ma allora siete anche voi Enterriani!” disse Sago.
“No, siamo esseri umani. Non sappiamo nemmeno chi siano questi enterriani” disse Riku, come se niente fosse.
Il gruppo sguardo il trio. Poi si ritirò un attimo
“E ovvio che mentono. Negano di essere degli enterriani ma hanno dei poteri. In più dicono anche che non conoscono gli enterriani” disse Sago
“Beh, dobbiamo considerare anche da dove vengono… non credo che siano di questo pianeta. Abbiamo visto tutti come sono arrivati…” disse Kutal, il gatto.
“Ma allora potrebbero essere degli alleati di Lanancuras!” disse Pinka, preoccupandosi.
“Non credo. Se fosse così, a quest’ora ci avrebbero già eliminato. Invece non hanno ancora fatto niente”
“Per il momento direi che possiamo fidarci, poi vedremo”
Il gruppo ritorno dal trio, che era rimasto a guardare.
“Scusateci, dovevamo parlare un attimo” disse Sago
“Non preoccupatevi. Piuttosto possiamo chiedervi una cosa?” chiese Riku
“Dipende”
“È successo qualcosa di strano di recente? Non so, un mostro, o un armata di piccoli mostri neri o qualcosa del genere?”
Sago guardò male Riku.
“Scherzi a parte, da dove venite? Non sapete che questo pianeta ha mancato la sua distruzione per questione di secondi?”
“A dir la verità, non lo sapevamo. Poi non possiamo dirvi da dove arriviamo”
Sago tirò un sospiro. “In questo caso… vi costringeremo a dirlo. Forza, fatevi sotto” disse, mettendosi in posa per combattere.
“Ma Sago, lo sai che non possiamo più…”
“Zitto Kutal. Posso affrontarli benissimo anche così. Dopotutto sono solo tre ragazzini, e se sono veramente esseri umani non avrò nessuna difficoltà. Forza, fatevi sotto!”
“Dobbiamo proprio?” chiese la copia di Sora
“Pare di si” disse Riku, preparandosi a evocare il Keyblade
“Ci penso io” disse Kairi.
Sora e Riku non si chiesero il perché.
“Va bene, pensaci tu” disse Riku. Poi aggiunse: “ehi, voi laggiù. Se non volete farvi male, vi consiglio di allontanarvi”
“Che cosa vuol dire?” chiese Kutal.
“Non lo so… ma è preoccupante” disse Pinka. “Facciamo come dice”
“Se credi che andrò leggero perché sei una ragazza di sbagli” disse Sago.
“Non chiedevo di meglio” disse Kairi evocando il Keyblade. Sago invece tirò fuori un piccolo pugnale.
“Possiamo cominciare” disse, partendo all’attacco

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/12/2009, 22:35


ed ecco qui il nuovo capitolo. stranamente ho scritto tutto il mondo in questo, e come vedrete dal titolo, ci saranno delle novità... cmq sia, ecco qui

Capitolo 45: Nuova forza per il Keyblade
Sago parò il colpo, anche se con evidente fatica.
“Com’è possibile?” si chiese
Kairi, senza aspettare un secondo, fece un salto in alto, e puntando il Keyblade verso Sago disse:
“FIRAGA!” e una sfera di fuoco colpì in pieno Sago, che venne scaraventato diversi metri lontano, anche se non riportava ferite gravi.
“Che potenza” commento Kutal, sorpreso come i gattini e Pinka.
“Spero stessero mentendo quando hanno detto che non erano enterriani. Se così non fosse… la cosa è decisamente preoccupante” disse quest’ultima.
Intanto Kairi, continuava ad attaccare Sago, che però riusciva a parare quasi tutti i colpi.
“Sei brava…” disse lui, quasi senza fiato.
“Grazie” rispose lei, che invece sembrava ancora riposata. “Comunque ho capito come sconfiggerti” disse, con un sorrisetto.
“Come?”
Ma prima che Sago potesse realizzare la frase, Kairi saltò nuovamente in alto e, puntando il Keyblade in alto, disse: “THUNDRAGA!” e un fulmine calò dal cielo, colpendo in pieno Sago, che cade a terra svenuto.
“SAGO!” urlò Pinka, andando a soccorrere l’amico.
“Forse sono andata un po’ pesante con lui, no ragazzi?” chiese rivolta a Riku e Sora
“Nooo. Cosa te lo fa pensare?” chiese ironicamente Riku.
“Chi siete? Dite di non essere Enterriani, ma avete comunque dei poteri. Siete per caso dei guardiani?” chiese Pinka.
I tre ragazzi si guardarono.
“Chi sono i guardiani?” chiesero insieme
“I guardiani sono essere superiori, con poteri incredibili” disse una voce.
Tutti si girarono verso il luogo da cui proveniva.
Davanti a loro era apparso un varco, dal quale uscì una persona, ricoperta dall’ormai famoso impermeabile nero dell’organizzazione.
“TU!” urlarono in contemporanea, con rabbia, Sora e Riku, evocando i loro Keyblade.
“Vedo che vi ricordate di me. Mi fa piacere. Comunque, Sora, sei sicuro di quello che stai facendo? Non vuoi più il potere che ti avevo donato?”
“Te lo puoi tenere! Non ho più intenzione di stare ai tuoi ordini! Non appena mi sarò riunito con le altre mie parti, ti eliminerò personalmente!”
“Che paroloni grosse per uno che si è lasciato impossessare dall’oscurità” rispose la misteriosa persona.
“Scusate, scusate” disse Pinka. “Se ho capito bene, voi vi conoscete, quindi verrete dalla stessa città. ma allora perché lui sa chi sono i guardiani e voi no?”
“Ragazzina isolente. Comunque ti risponderò. Non mi piace che le mie prossime vittime non sappiano la verità” rispose il misterioso individuo.
“C-come?” chieserò preoccupati Pinka e Kutal
“Noi non proveniamo dallo stesso posto, e nessuno di noi è di questo mondo. Questi tre ragazzi stanno provando in tutti i modi a ostacolare i miei progetti di distruzione, ma non ci sono ancora riusciti. Immagino vi ricordiate i mondi che ho fatto distruggere tramite Sora e Kairi quando erano sotto il mio controllo, vero?” chiese rivolto ai tre, che strinsero i pugni per la rabbia. “Il vostro sforzo è destinato a fallire. Non riuscirete a fermarmi. E questo mondo sarà il prossimo a cadere. Lalancuras è impaziente di potersi vendicare” disse infine.
“LALANCURAS!!!” urlarono Pinka e i suoi amici, come se quella parola fosse presagio di morte.
“Precisamente. Ora che Mushra non c’è più, nessuno può più fermarlo, visto che senza di lui non potete nemmeno riunirvi per formare Mushrambo!”
“Aspetta a parlare!” disse una voce.
Lo sconosciuto si abbassò giusto in tempo per evitare un asta che l’avrebbe colpito in testa. Un asta di colore giallo.
“Questa non me l’aspettavo… ma non importa” disse lui. Voltandosi contro il suo aggressore.
Un ragazzino, che indossava una strana armatura e che impugnava l’asta e che stava sopra una cosa strana che li permetteva di volare.
“Chi sei tu? Come hai potuto far ritornare in vita Lalancuras?” chiese il ragazzino, provando nuovamente a colpirlo.
“Oh, vedo che sai già tutto. Dopotutto da un guardiano non si può aspettare di meno” disse lui, evitando il colpo con estrema facilità.
Intanto Pinka, Kutal, Sago e i gattini erano rimasti sorpresi nel veder riapparire l’unica persona che in quel momento poteva risolvere la situazione.
“MUSHRA!” urlarono insieme, felici nel rivederlo.
Mushra però continuava a provare ad attaccare.
“Ehi voi tre!” disse, rivolto a Riku, Sora e Kairi. “Siete custodi, no? Allora cosa aspettate a darmi una mano?”
“Come? Custodi?” chiese Sago. Poi si ricordo una favola che aveva sentito da piccolo. E non era l’unico. Anche Kutal era nella stessa situazione.
“Che cosa succede? Sapete che cosa sono questi custodi?” chiese Pinka
“Ecco…” comincio Sago.
“I custodi sono i protagonisti di una favola che viene raccontata a tutti gli enterriani quando sono piccoli. Si narra che nei momenti di crisi di un pianeta, su questo appaiono degli esseri. Non dice chi o cosa sono, si sa solo che questi esseri possiedono enormi poteri, paragonabili a quelli di un guardiano, se non addirittura maggiori. Se loro tre sono veramente dei custodi…” continuò Kutal
“Vuol dire che mi è andata bene. E se sono arrivati in tre, vuol dire che il nostro pianeta è di fronte a una crisi di proporzioni enormi!” finì Sago
Nel frattempo, Riku, Sora e Kairi avevano evocato i loro Keyblade ed erano partiti all’attacco anche loro.
“Quattro contro uno? Non è leale” disse tranquillo il misterioso individuo. Poi come se niente fosse, dal suo corpo uscì un aurea oscura, che colpì i quattro ragazzi, scaraventandoli lontano.
“Quant’è potente” disse Kairi, che si alzò a fatica.
“Maledizione…” disse Mushra, che era nello stesso stato di Kairi, e come loro, anche Sora e Riku.
“Mi avete stancato. Vorrei rimanere qui a vedere la fine di questo mondo, ma temo che dovrò andare a cercare il prossimo. Ah, prima di andare: guardiano, ti avviso che Lalancuras è molto più potente rispetto al vostro ultimo incontro” disse la misteriosa persona, sparendo in un varco oscuro.
“Ma chi era quel tipo?” chiesa Pinka.
“Già. È riuscito a battere Mushra senza il minimo sforzo”
Nel frattempo, Mushra si rialzò. “Voi custodi non riuscite a trovare nemici facili da battere, vero?”
“È una nostra caratteristica” disse Riku.
“Quindi voi siete dei custodi?” chiese Sago
“A questo punto è inutile nasconderlo. Si, siamo custodi, tre su quattro, per quanto ne sappiamo” rispose Kairi.
A quel punto Sago si abbassò. “Scusatemi per prima. Ignoravo chi foste”
Riku, Sora e Kairi non sapevano che cosa dire. In tutti i mondi dov’erano stati, nessuno gli si era mai inginocchiato davanti.
Mushra diede un pugno in testa a Sago.
“Non cambi mai, eh? Pur di fare una bella figura davanti a una ragazza sei disposto a tutto” disse lui.
“Ahio. Fai male, sai?” disse Sago. “Poi dove sei stato in tutto questo tempo?”
Mushra cominciò a camminare. “Sono stato a Shinzo” disse piano.
“Vuoi dire che finalmente l’avete raggiunto?” chiese Pinka.
“Si. Ora però, parlando di cose serie” disse rivolto ai tre ragazzi. “Come mai ben tre custodi del Keyblade sono giunti su Enterra, portando catastrofe con loro?”
“Eravamo alla ricerca di alcune persone. Scusateci, ma non possiamo scendere ulteriormente nei dettagli” rispose Sora.
“Capisco… Spero però che voi vi rendiate conto di ciò che avete causato. Avete portato qui quell’essere, che ha riportato in vita Lalancuras, un ex-guardiano che era quasi riuscito a distruggere questo pianeta, e che siamo riusciti a sconfiggere grazie al sacrificio di Yakumo. Ora spero che come minimo ci aiuterete a fermarlo di nuovo” disse Mushra, con un fredezza che lasciò stupidi tutti.
“Credo che non abbiamo scelta, vero?” disse Riku. “Quindi vi aiuteremmo.”
“Quanta fatica sprecata…” disse una voce. Una voce che fece rapprividire Pinka, Sago e Kutal.
Davanti a loro apparì un essere enorme, che a ogni suo passo faceva tremare la terra.
“Lalancuras…” disse piano Mushra. Intorno a lui apparve un aurea dorata. Poi si rivolse a Sago e a Kutal.
“I guardiani hanno deciso di restituirvi le vostre iper forme” poi tirò fuori una carta, dalla quale uscirono due luci, che colpirono sulla fronte Sago e Kutal, e su entrambi si formarono delle gemme.
“Finalmente!” disse Sago
“Evvai!” disse Kutal
In quel momento il corpo cambiò forma. Sago in modo leggero, diventando simile a un guerriero, mentre Kutal divenne una specie di leone con armatura e che stava su due piedi.
“I guardiani non possono più niente contro di me. Sono diventato molto più forte di tutti loro messi insieme!” disse Lalancuras, pronto ad attaccare.
“Ma stavolta te la dovrai vedere anche contro tre custodi del Keyblade!” urlò Riku, evocando insieme a Sora e a Kairi il Keyblade.
“Cosa? Tre custodi?” disse Lalancuras. Nella sua voce si senti una lieve preoccupazione.
“Oltre ovviamente a me” disse Mushra. A quel punto, la carta che teneva in mano entrò nella sua armatura. Subito dopo Mushra venne ricoperto da un enorme luce dorata. Quando la luce scomparve, Mushra riapparve. Ora la sua armatura era d’oro, e la sua asta, anch’essa d’oro, aveva la punta.
“Quindi dovrò vedermela contro tre custodi e un guardiano? Niente di più facile. Forse dimenticate che io posso controllare questo pianeta, come tutto il sistema solare”
“Non più. I guardiani, in seguito al tuo tentativo, hanno fatto in modo che se disgraziatamente tu fossi dovuto tornare, tu non avessi più quel potere. Stavolta non potrai minacciare il pianeta!”
“Stolti. Così vi siete condannati a morte. Osservate i miei nuovi poteri!”
Intorno a Lalancuras, tutti poterono notare lo spazio distorcesi.
“Mi basta colpirvi per mandarvi all’altro mondo” disse lui.
“Ci sono già stato, grazie. Non ci tengo a rintonarci” disse Riku. Poi salto in alto, pronto a colpire Lalangurar con una magia. Ma fu fermato da Sora.
“Riku, prova a usare Ultima. È l’unica magia così potente da poterlo fermare. Anche tu Kairi! Uniamoci a lui per l’attacco” disse, saltando anche lui, seguito da Kairi.
I tre ragazzi erano davanti all’ex guardiano.
“Aspettate custodi!” disse Mushra.
“Che succede?” chiese Riku.
“Gli altri guardiani mi hanno appena comunicato di darvi il nostro potere” disse Mushra.
“Siamo tutti d’accordo sul fatto che noi non riusciremo a batterlo, ma siamo sicuri che se vi diamo le nostre energie, voi tre possiate riuscire a eliminarlo definitivamente” e dalla sua armatura uscirono tre luci, che colpirono i Keyblade, che divennero per qualche secondo d’oro.
“Grazie. Cercheremo di non deludervi!” disse Riku.
Poi tutti e tre insieme, puntarono i Keyblade contro Lalancuras.
“Fermi! Cosa credete di fare? Ve l’ho detto, non riuscirete a eliminarmi. Sono molto più potente di quanto voi crediate!” disse attaccando Kairi, che però parò il colpo con il Keyblade, uscendole indenne.
“ORA!” urlò Sora.
“ULTIMAGA!” urlarono insieme i tre ragazzi. Dai loro Keyblade uscì un intensa luce. Al suo interno si potevano notare tutti gli elementi: Fuoco, Aria, Terra, Acqua e Ghiaccio. Tutti uniti per l’attacco, e che colpirono in pieno Lalancuras, che urlò per il dolore.
La magia era di una potenza incredibile. Tutto intorno gli alberi venivano spazzati via, e Mushra, Pinka, Kutal, Sago e i gattini resistettero a fatica.
“N-non può essere… mi aveva assicurato che sarei riuscito a vendicarmi! Non doveva finire così!” urlò Lalancuras, e pochi secondi dopo un enorme esplosione ricoprì tutta l’area.
Sotto gli occhi increduli di tutti, Lalancuras si disintegrò, e al suo posto apparve una carta, che cade a terra.
I tre ragazzi caddero a terra, sfiniti per l’enorme sforzo, ma vennero presi al volo da Mushra, Kutal e Sago.
“Incredibile…” disse Pinka. “Sono riusciti a sconfiggere definitivamente Lalancuras!”
“Già” disse Mushra, andando a recuperare la carta di Lalancuras. “Ora posso andarmene”
Kutal e Sago lo guardarono. “Come sarebbe a dire che te ne puoi andare?”
“Il mio compito era quello di aiutare i custodi a sconfiggere Lalancuras. Per questo i guardiani mi hanno mandato qui. Ora devo tornare a Shinzo. Porterò i vostri saluti a Yakumo” disse. Poi il suo corpo divenne un'unica luce dorata, che parti verso il cielo.
“Quindi è finita stavolta, eh?” disse Sago, tornando nella sua forma normale.
“Già” rispose Kutal, tornando anche lui normale.
Nel frattempo Kairi, Riku e Sora si erano ripresi.
“C-ce l’abbiamo fatta?” chiese Kairi.
“Si. Siete riusciti a sconfiggere definitivamente Lalancuras. Ora la sua carta verrà custodita dai guardiani. Nessuno potrà farlo ritornare in vita” disse Sago.
“Allora avevo visto giusto, è diventato una carta” disse Riku. “Come mai?”
“Qui quando uno viene eliminato, il suo corpo e il suo spirito si trasformano in una carta”
A Sora e a Riku tornò in mente il castello dell’Oblio. Anche lì chi veniva sconfitto lasciava una carta, che conteneva tutto il suo potere.
In quel momento, sopra di loro, una carta cominciò a cadere giù.
“Che cos’è?” chiese Pinka, vedendo che aveva una forma diversa dalle solite carte.
Non lo seppero mai. La carta non appena giunse sopra Sora, si dissolse, e i suoi pezzi andarono dentro Sora.
“Che cos’è successo?” chiese Riku.
“Credo che qui si trovasse una mia parte, che però è stata sconfitta. Molto probabilmente si trovava dentro Lalancuras, e ora è ritornata al suo proprietario” rispose Sora. “In poche parole, mi sono riunito a un'altra mia parte, anche se per unirci definitivamente ci serve sempre il cuore di Sora”
“Beh, allora stavolta possiamo dire che siamo riusciti nel nostro intendo” disse Kairi, felice.
“Noi invece vi dobbiamo ringraziare. Grazie a voi finalmente siamo definitivamente liberi. Non dobbiamo più avere paura del ritorno di Lalancuras” disse Pinka
“Di niente. Ora temo che sia il momento per noi di ripartire” disse Riku.
“È stato un onore conoscere ben tre custodi” disse Sago.
“Anche per noi è stato un onore conoscere voi” disse Kairi.
“A presto!” dissero gli enterriani, mentre i tre ragazzi salivano nuovamente sulla Gummyship, diretti al prossimo mondo.

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ed eccomi qui, dopo quasi un mese, con il nuovo capitolo. scusatemi per il ritardo, ma non era facile da scrivere (e spero sia venuto bene). mi auguro di poter scrivere il nuovo cap (causa viaggio in aereo domenica prossima) XD.

Capitolo 46: Uno strano bambino
La Gummyship procedeva come sempre diretta.
“Uffa! Certo che questi viaggi sono piuttosto noiosi…” si lamento Kairi.
“Già. Ma è la maniera più sicura per arrivare a destinazione” disse Sora.
“Purtroppo…”
All’improvviso delle spie si accesero, e un fastidiosissimo suono cominciò a riempire la Gummyship.
“Che succede?” chiese Kairi, alzando la voce per farsi sentire
“Non lo so” rispose Riku. “Qui sembra impazzito tutto. Stiamo perdendo potenza. Di questo passo andremmo a schiantarci su quel mondo!” disse, indicando un mondo davanti a loro.
“Ma come mai?”
“Scusate la domanda…” disse Sora. “Ma l’avete rifornita di carburante la Gummyship?”
Kairi e Riku si guardarono, poi guardarono insieme Sora.
“Come temevo…” disse Sora.
“Quindi fammi capire bene…” disse Kairi. “Vuoi dire che siamo rimasti senza carburante? Ma se le cose stanno così…”
“Non ci restano molti minuti prima che la Gummyship…”
La Gummyship emesse strane rumori, dopodiché cessò di fare qualsiasi rumore
“… si spenga” disse Sora, mostrando una minima preoccupazione.
“Quindi tra poco…” disse Riku
Per rispondere alla sua domanda, la Gummyship cominciò a prendere velocità, dirigendosi verso il mondo davanti a loro
“Aiuto!” urlò Kairi, aggrappandosi ai sedili per non venire scaraventata via dalla velocità, e come lei, anche Riku e Sora si aggrapparono a qualcosa.

Intanto, su quel mondo
“Guarda, una stella cadente” disse una ragazza, rivolta ad un bambino.
“Già. Esprimi un desiderio, chissà se si avvera” disse il bambino, con un tono da indifferenza
“Beh, tentare non nuoce?” rispose la ragazza, rivolgendo gli occhi nuovamente verso la stella cadente, che però era già sparita.
“Come? È già sparita!” disse la ragazza, mettendo il broncio. Il bambino invece si porto la mano sul mento. “Strano… non può essere caduta così velocemente…”

Sulla Gummyship, nel frattempo, Riku stava smanettando con gli strumenti.
“Per piacere, accenditi. Almeno per l’atterraggio!”
“Temo che lo dovremo effettuare da soli. Ci conviene uscire e fermarla manualmente”
“Vengo anch’io” disse Kairi.
“No, tu rimani qui. Non si può mai sapere…” disse Riku, uscendo insieme a Sora, sfruttando Glide.
I due amici si portarono davanti alla Gummyship.
“Prima di tutto, credo ci convenga raffreddarla” disse Riku, lanciando un Blizzaga verso la Gummyship.
“Io penso a rallentare la sua caduta! Aero!” disse Sora, facendo partire dal Keyblade un enorme colpo di vento che rallentò notevolmente la caduta della Gummyship.
“E ora facciamola diventare invisibile. Non credo ci convenga farla vedere a tutti, almeno finché non sappiamo qualcosa in più su questo mondo” disse Riku, lanciando insieme a Sora l’incantesimo, per poi rientrare nella Gummyship, che rimase visibile solo a loro, e che intanto si andava ad appoggiare su una pianura, fortunatamente deserta.
“Ci è andata bene stavolta” disse Riku
“Già. Ma ora rimane il problema più grande… come riforniamo la Gummyship?” chiese Kairi.
La domanda colse impreparati tutti
“Bella domanda” disse Sora. “Anche se credo che vada bene qualsiasi tipo di carburante”
“Beh, per il momento andiamo a vedere com’è questo mondo. Magari siamo fortunati e troviamo subito del carburante”
“Si, e magari anche un negozio con scritto ‘Tutto quello che cercate per le vostre Gummyship gratis’, vero?”
I tre si misero a ridere, dopodiché scesero dalla Gummyship, accorgendosi che poco lontano c’era una città.
“AHHHH!!!”
I tre si girarono verso la fonte dell’urlò. Poco lontano da loro, videro diversi Heartless che stavano attaccando un bambino e una ragazza. La ragazza era evidentemente spaventata, mentre il bambino sembrava quasi che stesse tentando di proteggerla.
“Anche qui?” disse Kairi, evocando il Keyblade
“Ricordati che seguono i Keyblade, e noi ne abbiamo ben tre, quindi è naturale che li troviamo ovunque” rispose Riku, evocando anche lui il Keyblade, seguito anche da Sora.
“Ma che cosa sono questi esseri?” chiese la ragazza
“Non lo so…” rispose il bambino. Poi si abbassò e toccò un punto preciso della scarpa, che si illuminò. Poi tirò un calcio ad un sasso, spedendolo addosso ad un Heartless, che però rimase incolume.
“Maledizione…” disse il bambino.
Kairi intanto era pronta ad attaccare gli Heartless, ma venne fermata da Riku.
“Non attaccarli direttamente. Usiamo la magia. In questo modo non sapranno che siamo stati noi” disse lui.
Kairi capì il perché. Non potevano permettersi di finire nei guai, nel caso fossero finiti in un mondo ostile. E negli altri mondi avevano già commesso diversi errori.
“E va bene. Allora ci penso io” disse lei. “BRISINGR!” urlò, facendo partire dalla sua mano delle fiamme, che avvolsero gli Heartless, facendoli sparire. Subito dopo i tre amici fecero sparire i Keyblade.
“Sai Kairi” disse Sora. “Forse dovevamo veramente farci aiutare da te contro Xemnas. Lo avremmo fatto fuori molto più facilmente”
Kairi sorrise. “Io ve l’ho sempre detto di farvi aiutare da me, ma non me lo avete mai permesso”
E i tre si misero a ridere. Non si accorsero però che il bambino li stava osservando, e sembrava avesse sentito tutto.
“State bene?” chiese Kairi, rivolta ai due.
La ragazza si rialzò. “Si grazie. Chissà che cos’è successo, e soprattutto chi erano. Comunque piacere, il mio nome è Ran, mentre lui è Conan!” disse, prendendo il bambino per le spalle.
“Piacere. Noi siamo Sora, Riku e Kairi”
Il bambino li guardò con interesse.
“Scusa, ti possiamo fare una domanda?” disse Riku, rivolto alla ragazza
“Certo, dite pure” disse Ran
“Sapresti dirci dove potremo trovare un po’ di carburante? Il nostro mezzo è rimasto a secco” continuò Sora
“Certo. In un distributore di benzina. Purtroppo il più vicino si trova in città”
“E per caso sapresti dirci quanti munny costa?” chiese Riku
“Munny? Che moneta è?”
“Ecco, vedi… noi siamo di… un altro paese, quindi abbiamo un'altra moneta. Siamo venuti qui in vacanza, ma non abbiamo pensato al cambio” si affrettò a intervenire Kairi, lanciando un occhiataccia a Riku. Occhiataccia che non fuggì a Conan.
“Piuttosto strano che dei turisti non pensino ad un particolare così importante” disse lui, squadrando i tre ragazzi.
“Conan, che cosa dici?” si affrettò a dire Ran, tappandoli la bocca. “Scusatelo, ma ormai è abituato a sospettare di tutti. Questo è un inconveniente del fatto di vivere con un detective” disse Ran, quasi rassegnata
“Siete fratelli?” chiese Riku.
“No, no” disse Ran. “Semplicemente teniamo Conan mentre i suoi non ci sono, cioè praticamente sempre”
Il bambino però sembrò quasi imbarazzato. E questo sembrò molto sospetto a Riku.
“Capisco…” disse lui. “Comunque grazie per le informazioni. Domani andremo a cercare di farci cambiare i soldi, visto che ormai adesso è tardi” disse, guardando il sole tramontare.
“Ma voi avete un posto dove dormire?” chiese Ran
“Beh, ecco, noi a dir la verità… no” disse Kairi. “Ma non vi preoccupate, troveremo una soluzione”
“Non se ne parla nemmeno!” disse Ran. “Non avete nemmeno dei soldi. Perché non venite da noi? Tanto lo spazio c’è”
“Ran, lo sai che non dovresti invitare degli sconosciuti!” disse Conan
“Suvvia Conan, non possiamo di certo lasciarli in mezzo alla strada”
“Non preoccupatevi. Abbiamo un amico qui. Forse ci ospiterà lui” disse Riku. Preferiva dormire nella Gummyship. Poi quel bambino gli dava una strana sensazione… come se stesse nascondendo qualcosa…
“Siete sicuri?” chiese Ran
“Si, è un tipo molto ospitale. Non ci farà problemi” disse Sora.
“Ok. Non posso di certo obbligarvi. Allora ciao. Chissà, magari ci incontreremo di nuovo domani” disse Ran.
Nel frattempo Conan si era messo a cercare qualcosa in tasca, ma sembrò non avesse trovato quello che cercava.
“Forza Conan, andiamo” disse Ran, prendendolo per mano, e passando davanti ai tre ragazzi. A quel punto, Conan inciampò, e cade addosso a Riku.
“Ops! Scusami, non volevo” disse Conan, spostandosi. A Riku parve di vedere un lieve sorriso sulla faccia del bambino.
“Allora ciao” ripete Ran, portandosi via Conan.
I tre aspettarono alcuni minuti prima di parlare di nuovo.
“Fiu! Ci è andata bene” disse Kairi. “E guai a voi se fate qualche altra gaff come quella di prima. Se decidiamo di non farci scoprire, facciamo il possibile perché ciò non avvenga”
“Scusa, ma non ho saputo trattenermi” disse Riku. “Piuttosto, voi non avete avuto una strana impressione su quel bambino?”
“No, mi sembrava un normale bambino. Magari un po’ più sveglio della norma, è vero, ma non credo che possa anche solo aver immaginato chi siamo realmente”
“Speriamo”

Intanto, in una casa in città, Conan aveva indossato un paio di cuffie, e sembrava molto interessato a quello che ascoltava. Una strana luce brillò sui suoi occhiali per il riflesso della luce.
“Esco a prendere il latte” disse, correndo fuori dalla porta.

“Riku, tutto bene?” chiese Kairi
Riku però non rispose. Era riuscito a far ripartire il computer della Gummyship, e ora guardava allarmato un puntino rosso che continuava a lampeggiare sullo schermo.
“No” disse lui. “Lo sapevo che quel bambino non la raccontava giusta…”
“In che senso scusa?”
“Ci ha fregati. Sta sicuramente venendo qui”
“Beh, non ci vedo niente di strano”
“Non qui come posto dove ci troviamo. Qui come Gummyship!”
“Ne sei sicuro?” chiese Sora
“Si. Il computer sta segnalando che qui c’è una cimice che trasmette il nostro segnale.”
“E come mai sei così sicuro che l’abbia messa quel bambino?”
“Perché è l’unico con cui siamo entrati in contatto in questo mondo in modo diretto. Infatti scommetto che…” disse Riku, cominciando a toccarsi la maglietta. Poi ad un certo punto fece come per prendere qualcosa.
“Eccola qui… l’ha messa quando è caduto prima” disse, mostrando un piccolo microchip, quasi invisibile.
“Maledizione!” disse Sora. “Non possiamo nemmeno partire o spostare la Gummyship”
“Che possiamo fare?”
“Speriamo solo che venga da solo o in pochi. Non vorrei mettermi a combattere contro altre persone”

Intanto Conan era arrivato nel parco dove aveva incontrato quei tre ragazzi. Continuava a fissare il suo orologio.
“Ma che succede?” si domandò. “Il segnalatore indica che sono qui, ma io non vedo nessuno. Possibile che si siano accorti subito del segnalatore?” disse, continuando a camminare.
“Mi sa che si è rot… Ouch!” disse, andando a finire per terra.
“Ahia. Ma che cos… ma qui non c’è niente” disse, vedendo che dove doveva aver sbattuto non c’era niente.
“Avevo ragione. Tu non sei un bambino qualunque, vero?” disse Riku, apparendo davanti a lui, come se fosse uscito da una porta, accompagnato da Sora e Kairi.
“E voi tre a questo punto, per quanto detesti ammetterlo, non siete di un altro paese, vero? Ma di un altro pianeta immagino”
“Credo sia il caso di fare quattro chiacchiere, non credete” disse Sora, prendendo Conan di forza e portandolo dentro la Gummyship.
“EHI, FERMO! CHE COSA VOLETE FARMI?” urlò Conan
“Non ti preoccupare. Non ti mangiamo mica, sai?” disse Riku
“E allora perché prima parlavate di aver fatto fuori una persona!” disse Conan, ricordandosi di quello che aveva sentito prima.
“La persona in questione era uno che mirava alla distruzione di tutti i mondi per ottenere quello che voleva. E comunque non credo si possa reputare una persona, sai?”
“Non importa, voi avete comunque commesso un omicidio!” disse Conan, premendo un tasto sull’orologio. In quel momento lo schermo si alzò, e videro che era una specie di mirino. Poi Conan premette un altro tasto e fece partire qualcosa verso Riku.
Ad una velocità incredibile, Kairi evocò il Keyblade e distrusse il misterioso oggetto.
“Cos… Come hai fatto? Sia a far apparire quell’arma che a vedere la freccia?” chiese Conan.
Solo in quel momento si accorse dell’interno della Gummyship, che assomigliava ad una semplice casa in miniatura, con in più gli strumenti per la navigazione.
“E questa sarebbe un astronave? Mi aspettavo qualcosa di più tecnologico…” disse.
“Bada a come parli. Questo tipo di Gummyship ci ha portato in giro per variati mondi!” disse Sora.
“Se ti sentisse Paperino… meglio per te che non è venuto…” disse Kairi, soffocando una risata.
“Già. L’ultima volta, quando ho distrutto la precedente navicella, per un secondo ho temuto per la mia vita” disse Sora, facendo finta di sorridere anche lui.
“Ma voi chi o cosa siete?” chiese Conan.
“Siamo semplici esseri umani” rispose Riku.
“Si, certo. E io sono un ragazzo delle superiori” rispose Conan. “(Tanto non potranno mai scoprire che è vero)” pensò tra se.
“Da come ti comporti sarei propensa a dire che è vero” disse Kairi
“C-come?” chiese Conan, cominciando a preoccuparsi.
“Suvvia Kairi” disse Riku. “Nemmeno con tutti i poteri dell’organizzazione potrebbe succedere una cosa del genere”
“E chi è che si è trasformato in Ansem?” chiese Sora
Riku fece una strana espressione, per poi girarsi verso Conan, che era improvvisamente diventato bianco.
“L’org-organizzazione?” disse con un filo di voce.
I tre ragazzi si girarono verso di lui
“Conosci l’organizzazione XIII?” chiese Riku
“Organizzazione XIII?” chiese Conan, riprendendo un po’ di colore. “No, non l’ho mai sentita… credevo stesse parlando di un'altra organizzazione…”
“Un'altra organizzazione?” ripeté Riku. “Qualcosa mi dice che non è un organizzazione semplice, vero? Scommetto che centra qualcosa con la tua intelligenza, eh?”
“N-no. Non centra niente!” disse Conan, sempre più preoccupato per il suo segreto.
“Riku…” disse Sora, evocando il Keyblade. “Per quanto mi riguarda, ci sta nascondendo qualcosa. Se mi permettete, visto che i metodi buoni non funzionano, vorrei tentare con i cattivi”
“Ma è solo un bambino!” disse Kairi
“Non ti preoccupare. Non lo ferirò mortalmente, e poi comunque dopo che avrà parlato lo guarirò dalle ferite. Sarò anche senza cuore, ma posso immaginare il limite della sofferenza. Dopotutto ho avuto anch’io il cuore, e per molti anni”
“C-come sarebbe a dire che non hai un cuore?” chiese Conan, preoccupato.
“Non credo che ti possiamo rivelare tutto. Almeno fino a quando tu non ci dirai la verità” disse Sora, colpendo con il lato del Keyblade la pancia di Conan, che emesse qualche colpo di tosse e perse gli occhiali.
“Allora, insisti?” chiese Sora
“M-maledizione” disse Conan. “Non vedo possibilità… anche se hai detto che non mi uccideresti, non mi va l’idea della tortura… ma prima voglio una sola cosa” disse, rivolgendogli lo sguardo. Uno sguardo che tutto sembrava tranne quello di un bambino
“Quale?” chiese Riku
“Non dovrete dire a nessuno ciò che vi dirò. Soprattutto a Ran. Vi chiedo solo questo”
“Non ti preoccupare. Dopo che avremmo rifornito la Gummyship, ripartiremmo, e difficilmente ci rivedrai, quindi non temere. Una regola che non possiamo violare e quella di confondere l’ordine dei mondi”
Conan abbassò la testa. “Va bene. Avete ragione, non sono un normale bambino. In realtà ho diciassette anni”
“COSA?” urlò Kairi, sorpresa da tale affermazione.
“Dici di avere diciassette anni, eh? Allora prima ci credevi che eravamo semplici esseri umani” disse Sora.
“Quello non ne sono ancora convinto nemmeno adesso… io vi ho rivelato la mia storia, che è tutta qui al momento, ora tocca a voi”
Sora fece un sorrisetto. “Mi dispiace, ma non possiamo rivelartela”
“Perché?” chiese Conan. “Avevate detto che se io avessi raccontato la mia storia, voi avreste fatto altrettanto!”
“È vero, ma non possiamo. L’abbiamo detto per spingerti a dirci la verità. Ma tu la nostra non la puoi sapere. Ti possiamo giusto dire che…”
Riku venne interrotto dal suono di una spia sul computer. Sullo schermo in pochi secondi apparvero centinaia di pallini colorati.
“Oh, no. Se vengono qui potrebbero distruggere la città” disse Kairi
“Chi potrebbe distruggere la città?” chiese Conan, sperando di aver capito male
“Gli stessi esseri che vi hanno attaccato prima” rispose Sora. “Prima siamo riusciti a farli fuori in men che si dica, ma questa volta sono centinaia”
“COSA? Ma allora per la città è la fine!” disse Conan, correndo verso la porta.
“Dove vai?” chiese Kairi
“Devo correre ad avvisare Ran e gli altri. Non posso di certo permettere che corrano rischi”
“Non se ne parla nemmeno. Tu rimani qui. Avrai anche la mente di un diciassettenne, ma il tuo corpo è pur sempre quello di un bambino. Perciò ora scusami” disse Riku. Poi colpì Conan con il Keyblade in testa, facendolo svenire.
“Non l’ho colpito forte. Dovrebbe riprendersi tra qualche ora” disse, guardando la faccia di Kairi.
“Ora però andiamo!” disse Sora, uscendo fuori.

In città intanto si era scatenato il caos. Gli Heartless stavano attaccando tutti e tutto.
“Firaga!”
“Thundaga!”
“Blizzaga!”
Le tre magie colpirono alcune decine di Heartless, distruggendoli all’istante.
“Fortuna sono tutti Shadow” disse Riku. Poi fece per colpirne uno, ma questo saltò all’indietro. Ad una velocità insolita per uno Shadow.
“Che succede?” chiese Sora, vedendo che tutti gli Heartless stavano indietreggiando.
Poi un dubbio lo raggiunse. “PRESTO! DOBBIAMO DISTRUGGERLI IL PRIMA POSSIBILE, O ALMENO LA MAGGIOR PARTE!” disse, lanciando un altro Thundaga contro altri Heartless, che stavano indietreggiando.
“Perché?” chiese Kairi
A sua risposta, all’improvviso un enorme colpo di vento li investì, facendo volare tutti gli Shadow in un unico punto, dove sparirono nel nulla.
“Sora, dimmi che non stai pensando la stessa cosa che sto pensando io” disse Riku
“Purtroppo temo che sia proprio così. Gli Heartless si stanno unendo tutti insieme per formarne uno più potente”
Sotto i loro occhi, infatti, due enormi occhi gialli si aprirono nell’oscurità.
Tutti quelli che erano rimasti a vedere scapparono via il più velocemente possibile.
“Quello è…” disse Kairi, riconoscendo l’Heartless. E non fu l’unica. Anche Riku lo riconobbe, come anche Sora.
Era il Darkside, lo stesso Heartless che in passato aveva distrutto il loro mondo.
“Se non lo fermiamo, distruggerà anche questo mondo!” disse Sora
I tre amici partirono all’attacco, mirando alla testa, ma il Darkside, con un moviemento velocissimo, li compì con il pugno, facendoli finire addosso ad un grattacielo. I tre non cadero giù usando Glide, in modo da rimanere sollevati, sotto gli occhi stupiti di chi, da lontano, stava osservando la scena, compreso Conan, che si era ripreso.
“Meno male che con me ci sono andati leggeri…” disse tra se, massaggiandosi la testa. “Se sono in grado di volare, di sicuro sono anche più forti di quanto credessi”
Nel frattempo, i tre amici erano atterrati.
“È più forte dell’ultima volta… nemmeno quando era Ansem a controllarlo era così potente” disse Sora.
Sotto gli occhi di tutti, il Darkside alzò le mani. Sopra di lui cominciò a generarsi un enorme sfera d’oscurità.
“Oh, no. Se riesce a mettere a segno quel colpo, per noi e per questo mondo è finita” disse Riku.
“Proviamo a lanciare tutti insieme Ultimaga” disse Sora
“Buona idea” disse Kairi.
Poi i tre ragazzi puntarono i Keyblade verso il Darkside, e urlarono insieme:
“ULTIMAGA!”
Dai loro Keyblade partirono tre raggi di una luce fortissima, che si unirono per formarne uno solo, che sembrava ancora più potente, e che colpì in pieno l’Heartless, provocando un esplosione che distrusse tutti i vetri dei palazzi la intorno.
“C-c’è l’abbiamo fatta?” chiese Kairi, stremata per lo sforzo.
Con loro sgradita sorpresa però, l’Heartless emerse dal fumo provocato dall’esplosione illeso.
“NON È POSSIBILE!” urlò Sora. Quell’attacco finora non aveva lasciato scampo a nessuno.
“Se è fallito questo, è finita. Non abbiamo altri attacchi a disposizione” disse Kairi.
“No, ti sbagli. Uno l’abbiamo ancora. Vi ricordata il potere che ci ha dato Mushra? Aveva potenziato i nostri Keyblade in quell’occasione. Se riuscissimo a ritrovare quel potere, potremo tentare di nuovo!” disse Riku.
“Si, hai ragione” disse Sora. “Dobbiamo provarci!”
In quel momento, il Darkside si alzò in volo, e si mise dietro la sfera che aveva creato
“E in fretta anche!” disse Kairi, capendo che l’Heartless stava per attaccare
I tre amici si misero uno vicino all’altro, e chiusero gli occhi. Cercarono di rilassarsi, per potersi concentrare.

“Ma che cosa fanno? Dormono?” si chiese Conan, vedendo grazie ad un binocolo che si era portato dietro che i tre che avevano chiuso gli occhi, mentre quel mostro stava per attaccare loro e la città.

Il Darkside lanciò la sfera d’oscurità verso i tre custodi, che in quel momento cominciarono a venire ricoperti da una strana aurea dorata. In quel momento i loro Keyblade divennero d’oro. Immediatamente i tre ragazzi aprirono gli occhi e urlarono insieme:
“FINAL ULTIMAGA!” facendo partire nuovamente dai loro Keyblade un unico raggio, stavolta d’orato, che colpì la sfera. In quel momento la forza d’urto dello scontro tra i due attacchi spazzò via tutte le macchine che erano li vicino, distrusse i pochi vetri che erano rimasti interi, e le persone, anche se erano a parecchi metri di distanza, vennero scaraventate ancora più lontano. Anche Conan, nonostante si trovasse fuori città, sentì la spaventosa forza d’urto, che lo fece spostare di alcuni centimetri.
“Urg… e io che avevo anche pensato di opporre resistenza prima… menomale che ci ho ripensato” disse lui.
Intanto, sul campo di battaglia, i tre custodi stavano sostenendo un enorme sforzò per mantenere l’attacco, che stava ancora provando ad avere la meglio su quello del Darkside, che era nella medesima situazione.
“FORZA! UN ULTIMO SFORZO!” urlò Sora. In quell’istante, il loro attacco aumentò d’intensità, e coprì interamente la sfera, andando a colpire il Darkside.
I tre custodi videro come l’enorme Heartless cominciava a sparire, sotto l’enorme forza dell’attacco subito, che includeva anche il suo stesso attacco.
Sotto gli occhi stupiti dei tre ragazzi però, quando l’Heartless sparì insieme ai due attacchi, al suo posto apparve una figura umana, che si disintegrò, diventando una specie di aurea.
“Quella è un'altra mia parte!” disse Sora. Subito la strana aurea si diresse verso di lui, e arrivata di fronte, svanì.
L’aurea che ricopriva i tre custodi sparì pochi secondi dopo, facendo tornare anche i loro Keyblade normali.
“Allora si può proprio dire che non tutte le sfortune vengono per nuocere, vero?” disse Riku. “Se non fossimo rimasti senza carburante, non saremmo mai arrivati qui e non avresti mai trovato un'altra tua parte”
“Già…” disse Sora. “Ma mi piacerebbe sapere che cosa ci faceva dentro quell’Heartless…”
“Forse so dove potremo trovare la risposta. Forse negli appunti di Ansem c’è scritto qualcosa in proposito” disse Riku
“Quindi stai dicendo di tornare alla fortezza oscura?” chiese Kairi.
“Si, credo anch’io sia la soluzione migliore. Prima però, Riku, meglio che ci teletrasporti direttamente sulla Gummyship. Se torniamo indietro normalmente, rischiamo che qualcun altro la scopra” disse Sora.
“Si, hai ragione. Datemi una mano” disse Riku, porgendo le due mani, che vennero prese una da Sora e l’altra da Kairi. Subito dopo i tre sparirono.

Intanto Conan era rimasto letteralmente con gli occhi fuori dalle orbite.
“Ti sei già ripreso?” chiese Riku, apparendo dietro di lui insieme a Sora e a Kairi.
Conan si girò verso di loro. “Per la prima volta in vita mia, rinuncio a capire cosa sia successo. Qualcosa mi dice che è meglio così. Soprattutto perché non mi conviene farvi arrabbiare, vero?” disse lui. Poi continuò: “Comunque vi devo la vita, io come tutte le persone che abitano la città. vi fornirò io il carburante. Aspettatemi qui.” e corse a prendere uno skateboard, che aveva nascosto in un cespuglio, e prima che i tre custodi potessero dire qualsiasi cosa, partì ad una velocità che i tre credevano impossibile da raggiungere su uno skateboard.
I tre aspettarono diversi minuti prima di vedere ritornare Conan, che però stava ritornando in macchina con una persona che sembrava un po’ in là con l’età.
“Perché hai portato anche lui?” chiese Riku quasi arrabbiato verso Conan.
“Non vi preoccupate. Lui conosce il mio segreto, e non parlerà con nessuno. In più ha anche assistito al vostro ‘piccolo’ combattimento di prima, perciò sa già tutto. E poi, non sarei riuscito a portarvi il carburante” disse Conan, aprendo il bagagliaio della macchina, rivelando diverse taniche di carburante.
I tre custodi non sapevano che cosa dire. Ringraziarono Conan e la persona che l’aveva accompagnato, e dopo aver rifornito la Gummyship, decisero si salutarli.
“Grazie mille, Conan. Senza di te non avremmo saputo come muoverci” disse Riku
“Di niente. Noi senza di voi a quest’ora non ci saremo più” rispose il bambino. “Ma ora dove andrete?” chiese, senza riuscire a trattenere la curiosità.
“Torneremo da un nostro amico. Dobbiamo chiedergli alcune cose. Per fortuna il carburante che ci avete fornito è sufficiente per arrivare da lui. Però dobbiamo sbrigarci” disse Sora.
“Ciao” disse Kairi. Poi si rivolse a Conan, dicendoli nell’orecchio: “Comunque io glielo direi a Ran la verità, anche perché non vorrei essere nei tuoi panni quando lo scoprirà. Sai, noi ragazze sappiamo essere molto vendicative” concluse con una lieve risata.
“C-come?” disse Conan.
“A differenza di quello che credi, puoi diventare un libro aperto” disse lei, prima di salire sulla Gummyship insieme a Sora e a Riku. Pochi minuti dopo, la Gummyship decollò, sotto gli occhi meravigliati di Conan e del suo amico.

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